
Fondo Sociale Europeo
I Fondi Strutturali
AFORISMA ha un forte know how nell‘ambito della normativa comunitaria e nazionale in materia di formazione, politiche occupazionali e del lavoro, dei diversi Programmi Comunitari, delle metodologie didattiche e d‘apprendimento, con una specifica e significativa esperienza maturata nel corso degli anni nei settori di consulenza, progettazione, formazione, realizzazione, monitoraggio e valutazione di percorsi formativi realizzati in partnership con Enti Pubblici e Privati dell‘intero territorio nazionale.
I nuovi interventi strutturali sono esplicitamente mirati a perseguire gli orientamenti strategici dell‘Unione delineati dalle Strategie di Lisbona e di Göteborg.
Le azioni verranno maggiormente focalizzate sulle regioni più svantaggiate, perseguendo al contempo un maggior decentramento ed un‘attuazione più snella degli interventi.
Le proposte della Commissione apportano importanti semplificazioni per quanto riguarda la struttura generale degli obiettivi e degli strumenti finanziari a disposizione tramite cui la Comunità europea sostiene il rafforzamento della coesione economica e sociale, riducendo il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni.
I Fondi strutturali per la nuova programmazione 2007-2013 sono tre: il Fondo sociale europeo (Fse), per il miglioramento delle possibilità occupazionali nella Comunità;. il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), per la riduzione delle disparità di sviluppo tra le regioni della Comunità; il fondo di coesione ha come priorità trasporti, ambiente ed energie rinnovabili.
Per il nuovo sestennio gli obiettivi sono 3:
1. Convergenza,
2. Competitività regionale ed occupazione,
3. Cooperazione territoriale europea.
Sulla base dei regolamenti dei Fondi strutturali, che stabiliscono regole comuni di gestione, le Linee guida della strategia comunitaria di coesione prevedono che ci si concentri sugli obiettivi dell‘agenda dell‘Unione in materia di crescita e occupazione.
In tale contesto gli Stati membri preparano i Quadri strategici di riferimento nazionali e i Programmi operativi nazionali e regionali in cui si evidenziano le strategie e i campi di intervento.
Il Quadro Strategico Nazionale è un documento previsto all‘interno del regolamento generale che chiede ad ogni stato membro di delineare una programmazione strategica al fine di realizzare un raccordo organico della politica di coesione con le singole strategie nazionali.
La stesura del QSN per il settennio 2007-2013 è il risultato di un lavoro di:
1. valutazione dei risultati 2000-2006 e visione strategica delle Regioni e del Centro;
2. confronto strategico tra Centro e Regioni;
In tutte le fasi è stato previsto un forte confronto con il partenariato economico-sociale e con le rappresentanze degli Enti locali.
|
POLITICHE DI COESIONE |
2000-2006 |
2007-2013 |
|
PAESI |
15 |
25 |
|
FONDI |
FESR |
|
|
OBIETTIVI |
|
|
|
REGIONI |
|
A pieno titolo nell‘Obiettivo Convergenza: Calabria (68,1 su EUR 25), Campania (71,5), Puglia (71,3) e Sicilia (71,6) |
|
PROGRAMMAZIONE |
PIANI (Piano di Sviluppo del Mezzogiorno) |
Documento strategico globale: è adottato dal Consiglio (su proposta della Commissione) per impostare la nuova programmazione |
Principi dell‘azione strutturale
Per quanto riguarda il metodo degli interventi a valere sui Fondi Strutturali, esso si concretizza in base ai criteri generali della partnership (o concertazione), dell‘addizionalità , del cofinanziamento e della sussidiarietà. L‘azione comunitaria per ogni Stato membro è il risultato di una stretta concertazione tra la Commissione, lo Stato interessato e gli organismi competenti designati dallo Stato stesso a livello nazionale, regionale, locale o altro, i quali agiscono in qualità di partners che perseguono un obiettivo comune.
Le azioni concertate nell‘ambito della partnership vengono cofinanziate dalla Comunità e dallo Stato membro, pertanto la Comunità copre solo una parte dei costi, dovendo lo Stato membro interessato impegnarsi a completare il finanziamento fino a coprire il costo totale preventivato. Il contributo comunitario varia a seconda dei casi (ad es. i contributi a valere sul FESR per le regioni dell‘obiettivo 1 e quelli a valere sul FSE possono raggiungere, rispettivamente, il 60% e il 75% del costo totale). Per evitare che le risorse dei Fondi Strutturali venissero semplicemente a sostituirsi agli aiuti nazionali, la riforma del 1988 ha istituito il principio dell‘addizionalità , in base al quale lo Stato membro deve fornire le opportune informazioni finanziarie per consentire alla Commissione di verificare che i fondi richiesti ai fini strutturali siano aggiuntivi senza sostituire le risorse nazionali.
Infine, la sussidiarietà , consacrata dal trattato di Maastricht, disciplina i rapporti tra l‘Unione e gli Stati membri ed implica che l‘Unione deve intervenire solo quando un obiettivo non possa essere adeguatamente realizzato dagli Stati membri. La conseguenza principale di questo principio per i Fondi Strutturali è che spetta alle competenti autorità nazionali selezionare i progetti da finanziare e garantirne l‘attuazione.





Progetti Europei
AFORISMA: Master Post Laurea - Scuola Formazione Manageriale Lecce Via Umbria 73100 Lecce - Centro di Cultura Giovanni Paolo II - P.IVA 03647590755