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Martedì 7 Settembre 2010 | | ore:7.53
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Fondo Sociale Europeo



 I Fondi Strutturali

AFORISMA ha un forte know how nell‘ambito della normativa comunitaria e nazionale in materia di formazione, politiche occupazionali e del lavoro, dei diversi Programmi Comunitari, delle metodologie didattiche e d‘apprendimento, con una specifica e significativa esperienza maturata nel corso degli anni nei settori di consulenza, progettazione, formazione, realizzazione, monitoraggio e valutazione di percorsi formativi realizzati in partnership con Enti Pubblici e Privati dell‘intero territorio nazionale.

I nuovi interventi strutturali sono esplicitamente mirati a perseguire gli orientamenti strategici dell‘Unione delineati dalle Strategie di Lisbona e di Göteborg.
Le azioni verranno maggiormente focalizzate sulle regioni più svantaggiate, perseguendo al contempo un maggior decentramento ed un‘attuazione più snella degli interventi.
Le proposte della Commissione apportano importanti semplificazioni per quanto riguarda la struttura generale degli obiettivi e degli strumenti finanziari a disposizione tramite cui la Comunità europea sostiene il rafforzamento della coesione economica e sociale, riducendo il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni.

I Fondi strutturali per la nuova programmazione 2007-2013 sono tre: il Fondo sociale europeo (Fse), per il miglioramento delle possibilità occupazionali nella Comunità;. il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), per la riduzione delle disparità di sviluppo tra le regioni della Comunità; il fondo di coesione ha come priorità trasporti, ambiente ed energie rinnovabili.

Per il nuovo sestennio gli obiettivi sono 3:

1. Convergenza,
2. Competitività regionale ed occupazione,
3. Cooperazione territoriale europea.

Le linee della programmazione riferita al periodo 2007-2013 sono contenute nel Regolamento (CE) N. 1828/2006 della commissione dell‘8 dicembre 2006.

Sulla base dei regolamenti dei Fondi strutturali, che stabiliscono regole comuni di gestione, le Linee guida della strategia comunitaria di coesione prevedono che ci si concentri sugli obiettivi dell‘agenda dell‘Unione in materia di crescita e occupazione.
In tale contesto gli Stati membri preparano i Quadri strategici di riferimento nazionali e i Programmi operativi nazionali e regionali in cui si evidenziano le strategie e i campi di intervento.

Il Quadro Strategico Nazionale è un documento previsto all‘interno del regolamento generale che chiede ad ogni stato membro di delineare una programmazione strategica al fine di realizzare un raccordo organico della politica di coesione con le singole strategie nazionali.

La stesura del QSN per il settennio 2007-2013 è il risultato di un lavoro di:

1. valutazione dei risultati 2000-2006 e visione strategica delle Regioni e del Centro;
2. confronto strategico tra Centro e Regioni;

In tutte le fasi è stato previsto un forte confronto con il partenariato economico-sociale e con le rappresentanze degli Enti locali.
 
Per maggiori informazioni è possibile consultare i seguenti link:
- http://www.dps.tesoro.it/documentazione/QSN/docs/QSN2007-2013_giu_07.pdf
- www.europafacile.net

POLITICHE DI COESIONE

2000-2006

2007-2013

PAESI

15

25

FONDI

FESR

FSE

FEOGA

SFOP


FESR

FSE

FONDO DI COESIONE

OBIETTIVI


1.Promuovere lo sviluppo e l‘adeguamento strutturale delle regioni che presentano ritardi nello sviluppo (obiettivo 1)


2.Favorire la riconversione economica e sociale delle zone con difficoltà strutturali (obiettivo 2)


3.Favorire l‘adeguamento e l‘ammodernamento delle politiche e dei sistemi di istruzione, formazione e occupazione (obiettivo 3)


1.Convergenza: sostenere lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro negli Stati Membri e nelle regioni meno sviluppate


2.Competitività regionale e occupazione: anticipare e promuovere il cambiamento al di fuori delle regioni in ritardo di sviluppo

3.Cooperazione territoriale ed europea: promuovere uno sviluppo armonioso ed equilibrato del territorio dell‘Unione

REGIONI


A pieno titolo nell‘Obiettivo 1 (sotto il 75% della media comunitaria PIL su EUR 15): Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Sardegna, Sicilia

In phasing out dall‘Obiettivo 1: Molise

A pieno titolo nell‘Obiettivo Convergenza: Calabria (68,1 su EUR 25), Campania (71,5), Puglia (71,3) e Sicilia (71,6)

In phasing out dall‘Obiettivo Convergenza: Basilicata (77,3 su EUR 25 e 72,5 su EUR 15)

In phasing in nell‘Obiettivo Competitività: Sardegna (83,4 su EUR 25 e 76,1 su EUR 15).

PROGRAMMAZIONE

PIANI (Piano di Sviluppo del Mezzogiorno)

QCS (Quadro Comunitario di Sostegno)

PON + CdP (Programmi Operativi Nazionali plurifondo + Complementi di Programma)

POR + CdP (Programmi Operativi Regionali plurifondo + Complementi di Programma)

INIZIATIVE COMUNITARIE (Equal, Leader +, Interreg, Urban)

Documento strategico globale: è adottato dal Consiglio (su proposta della Commissione) per impostare la nuova programmazione

Quadro strategico nazionale: è adottato da ciascun Paese membro per impostare la propria strategia e la programmazione operativa globale

Programmi operativi nazionali e regionali: sono PO monofondo, gestiti a livello globale e di priorità, quindi non più specificati dai CdP

Le IC scompaiono e sono assorbite nei PO.



Principi dell‘azione strutturale

Per quanto riguarda il metodo degli interventi a valere sui Fondi Strutturali, esso si concretizza in base ai criteri generali della partnership (o concertazione), dell‘addizionalità , del cofinanziamento e della sussidiarietà. L‘azione comunitaria per ogni Stato membro è il risultato di una stretta concertazione tra la Commissione, lo Stato interessato e gli organismi competenti designati dallo Stato stesso a livello nazionale, regionale, locale o altro, i quali agiscono in qualità di partners che perseguono un obiettivo comune.

Le azioni concertate nell‘ambito della partnership vengono cofinanziate dalla Comunità e dallo Stato membro, pertanto la Comunità copre solo una parte dei costi, dovendo lo Stato membro interessato impegnarsi a completare il finanziamento fino a coprire il costo totale preventivato. Il contributo comunitario varia a seconda dei casi (ad es. i contributi a valere sul FESR per le regioni dell‘obiettivo 1 e quelli a valere sul FSE possono raggiungere, rispettivamente, il 60% e il 75% del costo totale). Per evitare che le risorse dei Fondi Strutturali venissero semplicemente a sostituirsi agli aiuti nazionali, la riforma del 1988 ha istituito il principio dell‘addizionalità , in base al quale lo Stato membro deve fornire le opportune informazioni finanziarie per consentire alla Commissione di verificare che i fondi richiesti ai fini strutturali siano aggiuntivi senza sostituire le risorse nazionali.

Infine, la sussidiarietà , consacrata dal trattato di Maastricht, disciplina i rapporti tra l‘Unione e gli Stati membri ed implica che l‘Unione deve intervenire solo quando un obiettivo non possa essere adeguatamente realizzato dagli Stati membri. La conseguenza principale di questo principio per i Fondi Strutturali è che spetta alle competenti autorità nazionali selezionare i progetti da finanziare e garantirne l‘attuazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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