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Metodi e modalita'

Sono state messe a punto delle attività specifiche e mirate per il proseguimento degli obiettivi prefissati, attraverso una modalità di apprendimento ludica basata “sul fare”.

Il laboratorio ha:

  • accompagnato il lavoro dei ragazzi sul set con lezioni formative sui mestieri dell’audiovisivo per consentire loro di seguire la realizzazione del lungometraggio con tutte le informazioni necessarie;
  • sostenuto il percorso dei ragazzi in chiave psico-educativa perché distinguano la realtà dalla finzione e contengano/interiorizzino in modo sano il processo di immedesimazione legato all’assegnazione di un determinato ruolo;
  • offerto un percorso ludico e formativo ad un gruppo di adolescenti selezionati sul territorio durante il periodo estivo, in assenza cioè delle lezioni scolastiche.
  • Garantito tecniche afferenti alla neuropsicologia in prospettiva di crescita emozionale e cognitiva.

 

Lo schema progettuale ha previsto:

  • Lezioni con i formatori, a piccoli gruppi, collettivi e individuali
  • Il coinvolgimento di associazioni sociali, sportive, ludiche, culturali sul territorio (AFORISMA)
  • La formazione psico-socio-educativa alla troupe e ai coach attoriali
  • La presenza alternata dei diversi profili disciplinari
  • La supervisione da parte di uno psicologo dell’età evolutiva
  • La costante presenza di un coordinatore-garante
  • La presenza di focus sulle dinamiche di gruppo
  • Le passeggiate formative, in cui si conducono discussioni semistrutturate
  • Attività ludiche per l’intelligenza emotiva
  • Formazione outdoor e simulazione sportiva per educare al fairplay
  • Momenti di attività manuale finalizzati alla costruzione degli oggetti di scena (presso Cineporto)

 

La produzione del lungometraggio di finzione si inserisce in un più ampio progetto che prevede un forte piano di comunicazione con pillole d’indagine che saranno diffuse sul web dal titolo “Quando la guerra la fanno i bambini”, dove i bambini raccontino la propria idea di guerra, di signori e di cafoni - ovvero la prospettiva infantile della lotta di classe.

Sono stati realizzati:

 

  • IL REPORTAGE FOTOGRAFICO

Partendo dalla preparazione del film e dalle riprese, prevediamo un reportage fotografico che  racconti il lavoro con i ragazzi, sia sul set che nel laboratorio.

Le immagini saranno poi raccolte in una pubblicazione che ricostruisca il percorso di realizzazione del film e lo inserisca nei più ampi temi trattati: da una parte la formazione ai mestieri del cinema, dall’altra l’indagine sui conflitti sostenuti dalle giovani generazioni, infine il rapporto generazionale con la memoria dei genitori dei ragazzi coinvolti.

 

  • IL REPORTAGE AUDIOVISIVO

Vorremmo, inoltre, affiancare alle riprese del lungometraggio di fiction, quelle di un documentario sul tema, arricchito da interventi autorevoli di psicologi, storici, antropologi e scrittori.

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